Un Progetto di Housing Sociale sostenibile in un piccolo centro, dove i trand demografici degli ultimi decenni sono negativi e dove il più grave problema è quello dell’abbandono, non può che prevedere una più ampia strategia di sviluppo, capace di smuovere flussi che riattivino il territorio. In quest’ottica, sono estremamente interessanti i segni e le permanenze che si susseguonon generando l’identità del luogo. Il progetto nasce in maniera sostenibile da un’attenta analisi dei tessuti, dei percorsi, delle emergenze e dei frammenti presenti nel contesto d’intervento.

housing sociale “interstiziale” – progetto di recupero sostenibile per il comune di Las Plassas e il suo territorio

anno _ 2010
luogo _ las plassas – medio campidano
tipologia _  progetto e recupero urbano
tipologia di incarico _ progetto preliminare
progettisti _ davide fancello

_ descrizione

La Marmilla, regione storica della Sardegna è un territorio di eccellenza caratterizzato da una sequenza di paesaggi dalle forti specificità che ne hanno orientato la storia agro-pastorale e insediativa. Attrattiva sin dall’antichità, oggi è caratterizzata da un sistema di piccoli centri a vocazione rurale con centri storici ben conservati e un patrimonio storico culturale ancora vivo nei riti, nelle sagre, nei saperi tradizionali.

Una trama stratificata di percorsi, invadendo un agro di elevato pregio ambientale, li mette in relazione.

Si ritrovano forma e senso dei luoghi e sono ancora leggibili i segni dell’identità nell’insediamento storico e nel rapporto col territorio agricolo, messa in discussione dai modelli economici e sociali della globalizzazione che generano oggi forti tendenze negative: spopolamento, disoccupazione, degrado diffuso, invecchiamento della popolazione, degrado dei centri storici, crisi del settore primario.

LAS PLASSAS, tra i comuni più piccoli, riflette i caratteri peculiari dei centri di questa regione e diventa terreno fertile per tali tendenze.

In prossimità del Flumini Mannu, ai piedi del colle sul quale sorge il castello di Sas Plassas, l’abitato si distingue nettamente dal territorio che presidia con un forte carattere di compattezza, a cui corrisponde, però, una densità edilizia particolarmente bassa.

Il vuoto prevale sul pieno e l’apparente densità, dovuta alla prassi consolidata di cingere le ampie corti private con alti muri, viene messa in crisi nelle aree di margine dove il costruito recente sfuma in modo indefinito nei vuoti agricoli e dalla strada provinciale 197, una vera e propria cesura che taglia in due il paese.

 

_ obiettivi progettuali

Lo straordinario territorio della Marmilla permette di inventare scenari di sviluppo, progettare nuovi paesaggi con approccio contemporaneo nel rispetto del sistema insediativo e culturale identitario.

Vista la vocazione attrattiva dell’area, l’intervento proposto ne delinea un’ipotesi di riqualificazione basata su un modello di sviluppo turistico sostenibile di “ospitalità diffusa” secondo principi di sostenibilità ambientale, sociale ed economica.

Il fine è quello di potenziare e differenziare l’offerta turistica e l’offerta di abitazioni a canone agevolato riconnettendo parti di territorio, avvicinandosi alle realtà culturali locali secondo modalità diverse da quelle in atto che si svolgono su canali preferenziali distanti dalla vita delle comunità locali, oltre alla ricerca di un reale miglioramento della qualità della vita dei residenti attraverso la riqualificazione dei centri storici, il recupero delle aree degradate, il disegno dei vuoti urbani, la ridefinizione dei margini e la creazione di nuove opportunità economiche.2700

 

_ strategia territoriale

La RETE fra i villaggi costituisce lo sfondo dell’intero progetto. Consiste nell’implementazione di un sistema di ospitalità diffusa sul territorio basato su tre tipologie di elementi correlati tra di loro: poli (luoghi ed elementi attrattori), nodi (centri di servizi all’utenza turistica), direttrici (tessuto connettivo fatto di percorsi, itinerari di particolare interesse paesaggistico, storico-culturale ridisegnati sui tracciati storici permettendo la riscoperta del paesaggio).

Si prevede una riqualificazione a livello territoriale con interventi fisici (adattamento di strutture ricettive, realizzazione di itinerari, realizzaizone di un parco fluviale, progetti nei singoli centri), affiancati da azioni promozionali e commerciali, così da garantire l’esplorazione del paesaggio unico dell’area in modo sostenibile: a cavallo, a piedi, in bicicletta, con mezzi pubblici.

In particolare il progetto prevede la riscoperta e la riqualificazione dei vecchi tracciati storici, un tempo uniche vie di collegamento, che sono stati annullati e dimenticati con la realizzazione delle nuove strade. I tracciati storici rappresentano una grande occasione per riuscire a realizzare una fitta rete di percorsi pedonali e ciclabili. Il progetto prevede inoltre, la realizzazione di una metropolitana leggera per il collegamento dei centri della Marmilla, in modo da rendere sostenibile e appetibile la vita e invertire i trand demografici negativi che fanno dell’abbandono un dei più gravi problemi di questo territorio.

 

_ progetto di recupero urbano – progettare il vuoto

Il comune di Las Plassas viene immaginato come un nodo della RETE in cui inserire un sistema di nuove abitazioni, attraverso la riprogettazione dei vuoti del contesto urbano storico.

Las Plassas nel suo tessuto irregolare a bassa densità, presenta un notevole numero di vuoti urbani e di ruderi. Questo fatto, diventa estremamente interessante se si pensa ad un housing sociale di tipo diffuso, che andando a riempire gli interstizi, permetterebbe di attivare nuovi flussi vitali e di ottenere molteplici vantaggi.

Reinterpretando la struttura insediativa storica viene definito un tipo edilizio basato sulla casa a corte con sviluppo a grappolo, il cui nucleo iniziale può ampliarsi proporzionalmente al numero di abitanti da accogliere.

L’elemento murario che cinge le corti delle unità, affiancate e allineate sui fronti strada, ricrea la continuità del tessuto urbano.

L’utilizzo di materiali locali, oltreché l’integrazione tra tecniche costruttive tradizionali e nuove tecnologie, permette il contenimento dei consumi e il risparmio energetico.

Il programma necessita di una riqualificazione urbana, che presuppone:

  • recupero di alcuni edifici storici per usi culturali e di servizio;
  • sistemazione dell’arredo urbano e valorizzazione dei percorsi storici;
  • declassamento della SS 197;
  • riqualificazione di spazi pubblici e progettazione di nuovi (polo sportivo-culturale e mercato);
  • definizione di un sistema di percorsi tra le emergenze storico-culturali;
  • ridisegno dei margini urbani: un sistema di aree verdi attrezzate e orti urbani definisce un limite alla crescita urbana verso le aree a rischio inondazione, e una nuova porta al paese;