Il progetto inquadra la riqualificazione della Piazza Bonomi in una cornice urbana: tenendo insieme funzioni, storia, prospettive future, trae dalla rete di relazioni esistenti, o latenti, nella società una nuova identità plurale. Freschezza e capacità di rinnovamento in un ambiente sobrio e semplice.  Si propone un’articolazione spaziale che interpreta il vuoto in continuità con l’identità culturale del borgo, con i suoi rapporti dimensionali. Essa valorizza i tratti di ariosità e respiro senza limitare a queste sole caratteristiche la propria forza, ma ricercando in esse l’avvio di una rigenerazione possibile nel tessuto consolidato.  La nuova piazza è organizzata in modo tale da ospitare il mercato settimanale, qualsiasi forma di sagra stagionale, anche con affollamenti considerevoli, manifestazioni culturali quali cinema all’aperto, teatro, piccoli concerti musicali, letture collettive etc.

concorso internazionale di idee _ progetto 6° classificato su 78 proposte

anno _ 2012
luogo _ romentino (no)
tipologia _  concorso internazionale di idee
committente _ comune di romentino
tipologia di incarico _ progetto preliminare
importo dei lavori _ 470.000 €
progettisti _ davide fancello, filippo sanna, valeria tupponi, stefano cadoni

_ stato attuale

Piazza Bonomi è attualmente un parcheggio senza alcuna qualità spaziale né architettonica. Il vuoto in parte interstiziale e interno ai blocchi costruiti è stato enormemente accresciuto dalle demolizioni di edifici fatiscenti. La sua natura spontanea, non progettata, permette di coglierne le potenzialità spaziali e funzionali. La condizione amorfa e indifferente al contesto focalizza immediatamente l’attenzione più sulle potenzialità funzionali e sulla capacità quindi di rispondere a questo tipo di necessità. Tuttavia in particolare le prime appaiono da subito le più suggestive, già dalla definizione di “arioso” e “di ampio respiro” che se ne da nei documenti di gara, sarà quindi la ricerca di un nuovo spazio nello spazio a guidare il progetto e non la semplice dislocazione al suo interno delle funzioni richieste. Si può notare da subito che un’area così prossima al centro storico sia però poco appetibile per funzioni sociali e questo soprattutto perché destinata interamente a parcheggio e non perché brutta o in cattive condizioni. Se la destinazione d’uso dovesse prevalere sulla spazialità allora non ci può essere modo di offrire alla comunità un vero luogo di relazione sociale, spontaneo e d’uso giornaliero, ma ancora una volta uno spazio di sosta, magari sistemato con cura ma altrettanto indifferente perché pensato per le auto e non per le persone. Eppure oltre un quarto di ettaro in centro storico, con uno spazio planare che si espande senza salti e verso un cielo apertissimo ha in sé delle potenzialità enormi, specie in rapporto al tessuto denso e alle vie strette che l’attraversano. Uno spazio di potenziale sole d’inverno e riserva di verde d’estate, uno spazio di gioco per i bambini e le famiglie, di incontro e per gli anziani nella vita di tutti i giorni, uno spazio famigliare dunque prima ancora che in grado di ospitare eventi settimanali o eccezionali.

Un vuoto – una crisi – oltre che una ferita è, in prospettiva, un’occasione di rinascita.

_ strategia

Il progetto inquadra la riqualificazione della Piazza Bonomi in una cornice urbana: tenendo insieme funzioni, storia, prospettive future, trae dalla rete di relazioni esistenti, o latenti, nella società una nuova identità plurale. Freschezza e capacità di rinnovamento in un ambiente sobrio e semplice.

Si propone un’articolazione spaziale che interpreta il vuoto in continuità con l’identità culturale del borgo, con i suoi rapporti dimensionali. Essa valorizza i tratti di ariosità e respiro senza limitare a queste sole caratteristiche la propria forza, ma ricercando in esse l’avvio di una rigenerazione possibile nel tessuto consolidato.

La nuova piazza è organizzata in modo tale da ospitare il mercato settimanale, qualsiasi forma di sagra stagionale, anche con affollamenti considerevoli, manifestazioni culturali quali cinema all’aperto, teatro, piccoli concerti musicali, letture collettive etc.

Per fare questo è fondamentale l’offerta dei servizi predisposta: servizi igienici, canali per cablaggi e allaccio rete elettrica, un’unica ampia superficie rimodulabile in base all’evento.

Si ricerca un uso continuativo e quotidiano dello spazio pubblico, offrendo alla cittadinanza un servizio costante, sempre disponibile che consenta la spontaneità nei rapporti sociali. Non proponiamo uno spazio pubblico organizzato dall’alto, da aprire eccezionalmente all’uso pubblico, ma uno flessibile e spontaneo. Il progetto prevede e organizza efficientemente le attività proposte ma in uno spazio libero, senza costrizioni, senza vincoli d’orario. La spontaneità è un requisito fondamentale per rafforzare il tessuto sociale. Le città hanno bisogno di spazi usati quotidianamente, superando definitivamente la logica dell’evento in cui siamo caduti, logica che ci rende tutti spettatori prima che cittadini.

La costruzione del nuovo edificio comunale garantisce un supporto funzionale importante alla piazza. Il progetto terrà quindi in considerazione l’integrazione del progetto comunale nella definizione degli spazi.

La coesistenza tra le funzioni sopraelencate e il parcheggio, così come richiesto dal bando appare problematica. L’alto numero di posti auto richiesto di fatto impedisce un uso quotidiano della piazza, limitando a priori l’intervento a un abbellimento dell’attuale spiazzo libero, oppure costringe a un uso alternativo di piazza o parcheggio. Si propone quindi per questo la realizzazione di un autosilo interrato della capacità di 104 posti auto. Lo schema è flessibile e permette anche la non immediata realizzazione della struttura interrata, garantendo comunque la possibilità di realizzare un parcheggio di superficie, su parte della piazza, o sommando a esso un numero variabile di moduli autosilo, anche inferiore al massimo previsto. Il cantiere inoltre può permettere la realizzazione in breve tempo della piazza su via Conti Caccia indipendentemente dalla durata del cantiere per l’autosilo.

La piazza, il mercato e le altre funzioni. La piazza è costituita da un unico piano continuo che mette in relazione le due vie parallele che definiscono l’isolato. Tale continuità è ricercata per permettere la migliore fruibilità dello spazio a chiunque, per non sacrificarne le dimensioni, per garantire l’efficiente organizzazione di attività molto diverse tra loro.

Si è pensato alla piazza innanzitutto come un luogo di socialità, d’incontro, di comunicazione e gioco. Uno spazio che si dilata improvvisamente nel tessuto del centro storico, capace di un inaspettato respiro. Tuttavia la piazza si presenta misurata e composta, articolata in più aree, continue ma allo stesso tempo definite, capaci di connotare lo spazio con variazioni di luce, di colore, di possibilità d’uso. Sono evidenti due aree principali: una su via Conti Caccia e una sua Via Roma. La prima presenta una superficie alberata e ombreggiata, la seconda una spianata pulita e soleggiata. In mezzo un’area di pausa, di distacco e riflessione. In quest’ultima sono presenti le panchine fisse, disegnate per garantire non solo la contemplazione dello spazio, ma espressione plastica della ricerca del dialogo fra le persone. Esse definiscono spazi di socialità, suggerendo forme convergenti ma mai chiuse, e permettono finalmente alle persone di guardarsi in faccia, e parlare. In particolare la fascia di popolazione più attiva nello spazio pubblico, i bambini e le famiglie, ha a disposizione ampie superfici per giocare, rincorrersi, pedalare in totale sicurezza per via dell’assenza di attività veicolare.

Il mercato settimanale è uno dei presupposti sociali ed economici del progetto, l’appuntamento settimanale più importante, per incontrarsi, trovare i prodotti del territorio, scambiarsi confidenze, ricette, esperienze etc. Sono previsti fino a un massimo di 26 postazioni, le stesse postazioni possono ospitare anche altri tipi di servizio, come per esempio i dehor indicati in relazione. A esso si è prestata particolare cura nell’organizzazione degli spazi di sosta dei commercianti, garantendo fluidi spazi di manovra e di gestione dei flussi pedonali, su uno schema solido a vie parallele, coordinato al centro dal sistema di sedute che stabilisce un tempo di pausa nella frenesia degli acquisti. Il mercato è supportato dal servizio di allaccio alla rete elettrica comunale e si integra nella piazza in modo razionale, seguendo il disegno della pavimentazione stessa, senza bisogno di segni di vernice ulteriori, che darebbero il segno dell’improvvisazione. Le piazzole sono infatti univocamente definite dai giunti di dilatazione delle piastre di c.a. e dai relativi pozzetti di allaccio alla rete elettrica, la forma segue la funzione.

Possono essere poi previste diverse altre attività, tra le quali si propongono il cinema, il teatro e i concerti all’aperto, organizzabili a ridosso dell’edificio basso a sud. Sulla spianata sono facilmente organizzabili circa 300-400 posti, senza intralciare i flussi della piazza e permettendo ancora una volta una diversificazione dello spazio. Ancora si possono pensare sagre con la possibilità di organizzare una parte della piazza per accogliere gli stand dei prodotti e una parte, quella ombreggiata, per accogliere sedute provvisorie o veri e propri tavoli per la degustazione dei prodotti.

La parte della piazza compresa tra il nuovo edificio comunale e la via Roma è l’area destinata a ospitare i servizi. In essa si integrano gli spazi di pertinenza comunale con quelli più propriamente pubblici. Si ha così in quest’area la presenza di un volume costruito che ospita i due box di accesso all’autosilo sotterraneo, i servizi igienici e le scale per l’accesso d’emergenza ai piani interrati. Il volume presenta una stereometria perfetta, ricerca la più assoluta indifferenza all’interno del sistema, scomparendo per estrema semplicità. Esso si mantiene basso, accoglie funzioni importanti, smista i flussi nell’unico accesso veicolare libero e definisce, ancora una volta senza chiuderla, la superficie di pertinenza dei parcheggi comunali. Gli accessi ai box e ai bagni sono ricavati sui fronti lunghi, in modo da schermarne la vista dalla piazza principale. Il lato corto rivolto a nord invece presta la sua superficie come quinta scenica di base per rappresentazioni teatrali e cinematografiche.

La forma del vuoto. La rigenerazione dello spazio urbano si sviluppa a partire da un’interpretazione degli schemi di accrescimento del tessuto storico e consolidato, legame con l’identità locale. I tratti caratteristici di uno spazio non possono risolversi in semplici tratti somatici, ma culturali, di assetto, di interpretazione degli spazi.

La proposta ridefinisce il fronte stradale, o meglio lo suggerisce e così facendo ne recupera la funzione di filtro verso lo spazio interno. Esso appare quindi non contenuto e limitato, ma dapprima suggerito e poi articolato in fughe e dilatazioni, in piani di luce e colore. Si è elaborata una soglia di accesso, uno spazio liminare che partendo dalla strada accompagna a un tipo di esperienza diversa. La membrana traforata, appena riflettente all’esterno, non ha funzione di chiudere o schermare la vista di quel che ci circonda, ma al contrario di iniziare un gioco di rimandi, di sguardi, di viste rinnovate. Un caleidoscopio di città, dei suoi tratti che d’improvviso sfuggono nello spazio centrale e viceversa.

Come il cortile centrale delle case storiche accoglieva le funzioni di lavoro e ritrovo della famiglia, così la piazza si configura come uno spazio per la socialità alla scala urbana. La costruzione della piazza avviene con piani semplici, è quasi suggerita. Il centro del progetto è lo spazio e la sua qualità e non il formalismo decorativo della pavimentazione. Non può essere la peculiarità di un materiale o di un disegno elaborato in pianta a dare qualità. Lo spazio è definito dal passaggio stesso, dall’attraversamento. Dal filtro. Come nelle case storiche. C’è un fuori e c’è un dentro, radicalmente distinti e diversi. Un dentro verde, protetto e piacevole, ancora di più perché non immediatamente rivelato nella sua interezza. La potenza sta tutta nel margine di passaggio tra uno spazio e l’altro, nella liquidità della forma del vuoto nelle sue variazioni stagionali con la luce filtrata e riflessa dai setti perimetrali, dagli alberi e nelle variazioni della luce artificiali.

_ autosilo e assetto traffico

Il nuovo assetto viario tiene conto dell’autosilo interrato sotto la piazza. Lo schema dei sensi di marcia e degli accessi è riportato nelle tavole. La via Roma, importante asse di attraversamento nord-sud, costituisce la via di accesso ai posti auto interrati. Lo spazio di manovra è raccordato a quello di accesso al parcheggio di pertinenza del nuovo edificio comunale. Così facendo si limita a una ristretta fascia perimetrale lo spazio accessibile alle auto (pericolose specie in manovra), tenendolo il più possibile separato da quello destinato alle persone. L’autosilo è dotato di due box di accesso-uscita nei quali depositare l’auto a motore spento. Il sistema meccanizzato provvederà a sistemarla nei box sotterranei. I vantaggi sono notevoli e sinteticamente riportati. Risparmio di spazio per altezza limitatissima, assenza di spazi di manovra, spazi di discesa e vie di fuga; risparmio nei costi di costruzione intorno al 10%; risparmio di CO2 in quanto le auto vengono movimentate a motore spento. Inoltre non è più presente il pericoloso spazio sotterraneo difficilmente controllabile e generatore di insicurezza nella popolazione, specie in ore notturne. Un servizio così organizzato permette inoltre di avere i posti auto di cui si ha bisogno sempre custoditi e ordinariamente affittabili agli stessi residenti, comportando notevoli miglioramenti nel valore degli immobili dell’area per via della presenza di una grande piazza di superficie, e non di un parcheggio, e di 104 posti auto interrati e custoditi. Ultimo ma non per importanza è il vantaggio relativo alla dimensione dello scavo, a parità di posti auto si ha un’altezza inferiore e si occupa solo metà della piazza, rendendo disponibile l’altra alla messa a dimora di piante ad alto fusto. Inoltre il cantiere ridotto permetterebbe di rendere rapidamente disponibile alla popolazione la metà piazza su via Conti Caccia.

_ materiali e aspetti tecnologici

La pavimentazione della piazza è realizzata con getti di calcestruzzo ad alta resilienza con finitura antisdrucciolo. A questa superficie viene dato un ritmo attraverso i giunti di dilatazione lignei, in accordo con la definizione degli spazi di mercato, così da evitare verniciature e altre indicazioni suppletive. La scelta del colore dell’impasto cementizio è fatta sulla base di campionature delle pavimentazioni stradali già realizzate. Il risultato è una superficie unica, elegante e adatta alle diverse attività previste in piazza. Sono presenti grandi aiuole grigliate, sopra un letto di ghiaia drenante per rendere la piazza permeabile all’acqua in prossimità degli alberi previsti. Gli stessi scoli delle acque bianche sono organizzati in maniera tale da garantire un naturale apporto alle specie rampicanti che tappezzano porzioni di setto perimetrale.

Il setto perimetrale su via Roma ha una fondazione continua in cls armato che fa da muro di contenimento per la realizzazione dell’autosilo interrato. Sopra tale fondazione, che serve anche a garantire stabilità rispetto al vento, si innalza la struttura intelaiata composta da ritti HE verticali e  scatolari di irrigidimento e supporto delle finiture. Queste ultime sono realizzate con fogli di alluminio semi lucido all’esterno e satinato all’interno della piazza. I primi giocano coi riflessi stradali, i secondi permetto di avere ampie superfici libere per proiezioni o supporto a tele stampate etc. Questi schermi principalmente assolvono la funzione di rinvio della luce su loro proiettata da fari a terra. Si sceglie così un tipo di illuminazione diffusa, che valorizzi lo spazio interno come un unicum e che limiti l’inquinamento luminoso verso il cielo. Le stesse panchine, formate da scatole di c.a. sono cave e posizionate sopra faretti led a pavimento. Esse permetto lateralmente alla luce di filtrare e la seduta di policarbonato illuminata dal basso inserisce una nota di giocosità che ravviva l’atmosfera.

La scelta di materiali semplici e di qualità tecnica ed estetica è fatta in un’ottica di durevolezza e limitata manutenzione.

_ verde

Il progetto propone l’aumento della qualità ambientale dello spazio pubblico incrementando la superficie a verde disponibile. La prima difficoltà sta nel fatto che si richiede un parcheggio interrato che, come visto, genera un consumo di suolo tale che tutta la superficie della piazza venga utilizzata a parcheggio, escludendo a priori la possibilità di piantare alberi. A questa difficoltà si è già risposto e argomentato in maniera precisa in precedenza. La seconda difficoltà per la messa a dimora di verde pubblico sta nel fatto che gran parte della superficie sarà destinata, a cadenza settimanale, al mercato. La parte piantumabile, quella sua via Conti Caccia, ospita dunque piante ad alto fusto caducifoglia. In questo modo si ottiene una matrice spaziale capace, come visto, di generare uno spazio nello spazio, mutevole col trascorrere del tempo. Cogliere le stagioni, le sfumature del tempo, è un valore che non andrebbe perso, non solo perché ci dice del nostro posto nel mondo ma anche per una questione di origini, d’identità, specie in pianura padana.

L’essenza arborea scelta è l’acero rosso; la pianta presenta folte foglie verdi nella stagione della crescita (calda) che virano al rosso intenso in autunno. La sua valenza comunicativa non sta solo nella stagionalità ma anche nel colore intenso e inaspettato dal forte contrasto con i toni tenui della luce autunnale. La successiva fase invernale presenta gli alberi completamente spogli, permettendo il massimo irraggiamento.

Si è voluta recuperare altra superficie da destinare a verde. Non essendo più disponibile quella orizzontale il progetto prevede ampie superfici verdi verticali capaci di rinfrescare l’aria in estate e di rendere sempre differente il muro durante le stagioni. La vista è colmata di elementi naturali inattesi, come in un giardino, come nel nucleo verde delle case storiche. Uno spazio naturale che si dilata e si slancia verso il cielo. Anche in questo senso la membrana perimetrale appare come un investimento.