Everyville
Comunità oltre il Luogo, Senso Civico oltre l’Architettura

Immagina ogni città. Ricorda dove sei cresciuto, un posto plasmato dai tuoi primi passi, dal tuo primo amore, dal tuo stupore per i colori, le forme, le persone; la prima umiliazione subita quando non sapevi chi eri e non entravi nel gruppo. Ricorda gli sguardi, i suoni, la sporcizia per strada, il vento che sussurrava tra gli alberi, il giorno che hanno raccolto la spazzatura e il giorno prima, il primo viaggio verso il centro o verso l’aeroporto, il posto dove ciò che conoscevi si è lentamente dissolto in un territorio sempre più indefinito, mentre tu diventavi più grande.
Forse ci abiti ancora in questa città, oppure ci capiti ogni tanto perchè i tuoi stanno lì. Forse non l’hai mai veramente vissuta perchè sei cresciuto in campagna o all’ultimo piano di un grattacielo. Dentro di noi c’è comunque il concetto di una piccola collettività, che sia isolata o un quartiere in una città, come nocciolo di ciò che ci connette non solo ad un luogo, ma ad un senso di comunità. Oggi i luoghi crescono e scompaiono molto più velocemente come mai nella storia umana. Se non possiamo viverci abbastanza a lungo per farli nostri ed essi non possono svilupparsi all’infinito, che cosa li rende luoghi reali, che creano basi sociali e fisiche della nostra esperienza?
Certamente l’architettura non è la risposta, almeno non nel senso tradizionale della parola. E’ improbabile che i monumenti o le tipologie riconoscibili, come chiese o banche fossero altro che segnaposto o tarde manifestazioni nelle comunità in formazione. È il tessuto, il cambiamento, il decadere e crescere collettivo del costruito, che permette a una collettività di avere consistenza abbastanza a lungo per evocare memorie. Oggi si riflette sul fatto che potremmo creare tali comunità anche virtualmente o a scala globale. Ma che succede se capovolgiamo la domanda e ci chiediamo se le tecniche finora sviluppate nel mondo, al di là di mattoni, pietra, legno acciaio plastica e cemento, possono aiutarci a dare forma a una comunità più effimera, che nasca e sparisca rapidamente? Possiamo costruire istantaneamente il carattere di un luogo e poi lasciarlo svanire senza paura?

concorso internazionale di idee _ progetto partecipante

anno _ 2008
luogo _ biennale di venezia
tipologia _  concorso internazionale di idee
progettisti _ davide fancello, filippo sanna, valeria tupponi, stefano cadoni

_ pezzoA1. PRESENTE

today
Della vicina metropoli si avvertiva solamente la presenza; intorno e per chilometri, il paesaggio era amorfo, quel centro lontano inghiottiva ogni risorsa, ogni volontà di cambiamento e lì rimanevano arenati come le barche nel porto quando il mare si ritira, edifici diversi, sparsi, inconcludenti, posati al suolo dal frettoloso prosciugarsi delle risorse. Senza una identità, senza relazioni, la periferia cominciò a sublimare, addensandosi nel cielo in un soffio vitale di connessioni, forme, idee, sentimenti, progetti, desiderio di esprimersi, di lasciare una traccia del suo passaggio. Questo fluido, cangiante, luminescente, si versò tumultuoso sulla metropoli, riappropriandosi degli spazi, ripulendo ogni angolo, colorando gli edifici, inventando forme nuove di coesione e di rinnovo. Accadde che col tempo molte altre città o pezzi di città sublimarono e i flussi iniziarono il viaggio tra le vecchie rovine, contaminando sempre nuovi centri e intessendo relazioni.

We could feel only the presence of the near metropolis; around, and for kilometres, the landscape was amorphous, that far centre swallowed every resource, every will of change, and there, like boats stranded when the sea withdraws, there were different, scattered, inconclusive buildings, placed on the ground by the quick drain of the resources. Without any identity, without any relations, the suburb began to sublimate, crowding the sky in a vital blow of connections, shapes, ideas, feelings, projects, desire of expression, desire of leaving an impression of its passage. This iridescent and luminescent fluid poured tumultuously on the metropolis, regaining possession of its space, cleaning every corner, colouring all the buildings, inventing new ways of cohesion and renewal. With the passing of time it happened that many other cities or pieces of cities sublimated, and their flows started the journey among the ruins, infecting new centres and creating connections.

_ pezzoA2. FUTURO

tomorrow
Le città oggi sono ridotte a pochi elementi permanenti, approdi scultorei fra terra e cielo; tutt’intorno e tra questi scorre la città fluida, dalle forme e dai colori cangianti, addensandosi e sparendo di continuo. La città di pietra non esiste più. La città-flusso dalla sua formazione non ha mai smesso di scorrere, si è insinuata fra le vecchie mura, palazzi, grattacieli, stazioni, centri commerciali, condomini, fabbriche, capannoni e caserme; fluendo ha modellato l’esistente, lasciando la propria traccia su quelle costruzioni anonime, sconosciute, ostili. Col tempo la sua energia ha eroso la metropoli, i suoi ostacoli. Così ancora resistono i telai, i tessuti che raccontano del tempo, mentre il verde conquista gli spazi. Le città di oggi si animano e contaminano di comunità diverse, tutte col proprio riverbero identitario. Ognuna scava, modella nuovi spazi, lascia la propria traccia nella società per il futuro: una identità, somma di mille singole.

Nowadays cities are reduced to few permanent elements, sculptural landings hanging among sky and hearth; all around them, the fluid-city streams, with iridescent shapes and colours, gathering and disappearing continuously. The stone-city no longer exists. From its birth the flow-city has never stopped flowing, it has penetrated the old walls, buildings, skyscrapers, stations, malls, factories, sheds and barracks; streaming it has shaped the existent, leaving its own impression on those anonymous, unknown, hostile buildings. With the passing of time, its energy eroded the metropolis, its obstacles. So, the looms and the materials that narrate the history still last, while greenery conquers spaces. Today’s cities come to life and contaminate different communities, all with their own glare of identity. Each of them hollows out and shapes new spaces, leaves its own impression on the future society; one identity, sum of thousands.